Tre giorni di lavoro, memoria e futuro: La Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo celebra a Bologna i suoi 50 anni


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Dal 12 al 14 febbraio 2026 Bologna ospita la riunione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, un appuntamento di particolare rilievo che segna l’avvio della nuova legislatura dell’organo e, allo stesso tempo, celebra il cinquantesimo anniversario della sua istituzione.

La Consulta, nata nel 1974 per rappresentare e valorizzare le comunità emiliano-romagnole all’estero, ha compiuto formalmente 50 anni nel 2024. Per ragioni organizzative, tuttavia, non è stato possibile celebrare l’anniversario in quell’anno. La scelta è stata quindi quella di far coincidere le celebrazioni con la prima riunione in presenza della Consulta dell’attuale legislatura, trasformando l’appuntamento di febbraio 2026 in una vera e propria tre giorni di lavoro, incontro e memoria condivisa.

Un’occasione che unisce progettazione e celebrazione, guardando al futuro senza perdere il legame con una storia lunga mezzo secolo.

La riunione della Consulta: lavori e programmazione

I lavori si aprono giovedì 12 febbraio presso la Sala “Parigi” dell’Hotel Europa, a Bologna, con l’accreditamento dei partecipanti e l’apertura ufficiale affidata al presidente della Consulta Matteo Daffadà e ai vicepresidenti Elena Ugolini ed Eduardo Zampar Morelli.

La giornata è dedicata alla relazione del presidente, all’illustrazione delle attività in corso e delle linee di programmazione per il prossimo biennio, oltre agli interventi delle consultore e dei consultori. Nel pomeriggio prosegue il confronto, che si conclude con la presentazione delle Commissioni e dei Gruppi di lavoro.

Venerdì 13 febbraio la mattinata è dedicata a una visita allo stabilimento Fabbri 1905, mentre il pomeriggio si apre alla città con l’evento pubblico per i 50 anni della Consulta, ospitato presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

I lavori della Consulta si concludono sabato 14 febbraio, nuovamente all’Hotel Europa, con una mattinata dedicata a “Percorsi e opportunità”: interventi di approfondimento culturale e istituzionale, contributi su enogastronomia, imprenditorialità, comunità all’estero e politiche regionali, seguiti dagli interventi dei consultori, dalle conclusioni del presidente ed eventuali votazioni finali.

Il cinquantesimo anniversario: un evento aperto alla città

Il cuore simbolico delle celebrazioni è l’evento pubblico di venerdì 13 febbraio, promosso dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e aperto alla cittadinanza. Un pomeriggio pensato come un percorso di riflessione, confronto e cultura, per raccontare la storia, il presente e le prospettive future delle migrazioni emiliano-romagnole.

Dopo i saluti istituzionali del presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri e degli ex presidenti della Regione Emilia-Romagna, il convegno propone due interventi di approfondimento dedicati ai fenomeni migratori:L’Italia delle mobilità plurime di Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, e Migrazioni e mobilità. Fasi di una lunga storia di Lorenzo Bertucelli, direttore del Laboratorio delle migrazioni dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Segue la tavola rotonda“La Consulta e i suoi Presidenti”, moderata da Fabrizio Binacchi, giornalista Rai, che mette a confronto gli ex presidenti della Consulta – Ivo Cremonini, Silvia Bartolini, Gian Luigi Molinari e Marco Fabbri – con l’attuale presidente Matteo Daffadà.

Un dialogo che attraversa cinquant’anni di attività, raccontando l’evoluzione dell’organo attraverso le voci di chi lo ha guidato.

La mostra e il documentario: una storia collettiva

Alle 17.30 viene inaugurata la mostra “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo”, progettata e realizzata dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Visitabile fino al 27 febbraio, la mostra ripercorre mezzo secolo di storia della Consulta attraverso pannelli, immagini, documenti e materiali multimediali, intrecciando la dimensione istituzionale con le storie delle persone, delle associazioni e delle comunità all’estero.

Il percorso espositivo si sviluppa lungo una linea del tempo articolata in quattro grandi periodi storici e dedica ampio spazio alle comunità emiliano-romagnole nel mondo, ai numeri dell’emigrazione, alle reti associative e alle politiche giovanili, raccontate come risorsa viva e contemporanea. QR code e contenuti digitali permettono di approfondire i temi anche attraverso il Museo virtuale delle migrazioni MIGRER.

Alle ore 18 la giornata si conclude con la proiezione del documentario“Fili invisibili”, a cura del Servizio Informazioni e Comunicazione Istituzionale dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, un racconto per immagini e testimonianze che attraversa oltre cent’anni di emigrazione dall’Emilia-Romagna, restituendo il senso profondo dei legami che uniscono la Regione alle sue comunità nel mondo.

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Un ponte tra passato e futuro

La tre giorni di Bologna rappresenta così un momento centrale di confronto e progettazione condivisa, ma anche un’occasione per celebrare una storia fatta di partenze e ritorni, di identità che si trasformano e di relazioni che resistono al tempo e alla distanza. Cinquant’anni dopo la sua nascita, la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo si conferma un ponte vivo tra l’Emilia-Romagna e le sue comunità nel mondo, capace di rinnovarsi guardando alle nuove generazioni senza dimenticare le proprie radici.

 

Per informazioni: consulta@regione.emilia-romagna.it

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