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Vi racconto Barranquilla, perla dei Caraibi: nella città colombiana si stabilì il nonno di Lina

"Gli emigrati arrivarono a Baranquilla da tutte le regioni d’Italia tra la fine dell’800 e gli anni '30 del Novecento. Sono stati proprio loro a creare il ricco tessuto multietnico della città, situata nel Nordovest della Colombia, al confine settentrionale dell’America del Sud. Dal secolo XIX, questa terra di mare e sabbia è stata testimone dell’arrivo e della permanenza di uomini coraggiosi di diverse provenienze, che cercavano paesaggi dipinti con i colori delle opportunità e della fortuna.

Gli immigrati sceglievano Barranquilla per la sua natura solare. E’ un luogo dove le palme marcano con il loro ritmo le ombre del sole. La terra soprannominata "Porta d’Oro di Colombia" ospitò mio nonno al suo arrivo dall’Italia, quando emigrò qui per lavorare come ingegnere navale nell’azienda "Porti di Colombia". A quel tempo, il Porto di Barranquilla era il luogo più importante per il commercio del caffè e delle merci che provenivano dai Caraibi per il continente europeo, usando come via di comunicazione l’Oceano Atlantico. Il nome della città è stato sempre una sfida per gli italiani, una volta che, con il loro spagnolo incerto, arrivavano per sbaglio sulle navi che sbarcavano nel porto. In quel tempo, infatti, la destinazione finale era il Venezuela, che i nostri corregionali confondevano con la Colombia. La situazione è cambiata in positivo per gli emigrati e i visitatori. Attualmente, circa otto compagnie aeree raggiungono la Colombia senza possibilità di errore dai più importanti aeroporti italiani. Inoltre, il vecchio porto è stato sostituito dall’’Aeroporto Internazionale, dove le lingue straniere si parlano correntemente.

Oggi, i motivi che spingono gli italiani a visitare la Colombia sono altri. Le parole chiave nelle aspettative degli emiliano-romagnoli sono: natura, spiagge, sole, termini perfetti per descrivere il "miglior luogo dove vivere nel mondo", espressione inventata per Baranquilla dagli emigrati e da tutte le persone che hanno deciso di rimanere in questa città di 1,8 milioni di abitanti, la quarta città per importanza della Colombia.

Qui è estate tutto l’anno, con un clima fra i 26 e 32 gradi centigradi. Si mangiano delizie come il "guayaba", un fico con la polpa di colore rosso, il "nispero", il "zapote" e altri frutti più noti come il "mango", di cui nella regione si coltivano ben undici diversi tipi.

E se i giorni grigi di febbraio vi fanno diventare tristi e depressi e avete bisogno di una rinfrescante ondata di allegria, qui c'è uno dei migliori carnevali dei Carabi. Istituito dagli schiavi africani nel XVIII secolo, il nostro carnevale è caratterizzato da quattro giorni di festa, sfilate, maschere, costumi, tamburi che suonano ritmi africani, accompagnati da gruppi musicali dal vivo. E’ un’opportunità per dimenticarsi del freddo invernale e immergersi nel vero senso della festa.

Infine, le spiagge, una decina, raggiungibili da autostrade in ottime condizioni. E se l’obiettivo è visitare spiagge più lontane e andare verso altre città costiere come Cartagena o Santa Marta, è consigliabile prendere una delle dieci linee di pullman che attraversano il litorale. Con una spesa minima e un po’ di fantasia è possibile fare molte cose; ad esempio scaricare l’adrenalina praticando il surf nelle spiagge vicine a Baranquilla oppure rilassarsi sotto le palme bevendo un’ottima "pigna colata": per queste e tante altre cose prendete l’aereo e visitateci!"

Lina Scarpati (Baranquilla - Colombia)


Fonte: Materiale prodotto all'interno del progetto culturale "Casa della memoria dell'emigrazione dell'Emilia-Romagna" promosso dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e realizzato in seguito alla richiesta dei giovani corregionali nella Conferenza di Buenos Aires del 2007.

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