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La storia di Francesco (Frank) Berni è quella di un ragazzo di Bardi che, spedito a vendere gelati col carrettino nei paesini del Galles, e’ poi diventato il maggiore ristoratore del Regno Unito, proprietario di una catena di quasi 300 steak houses

Correva il 1922 e Francesco, classe 1903, era un giovane di belle speranze, irrequieto e sensibile alle idee del nuovo regime che si stava instaurando in Italia. Lui e la sua famiglia erano in quel periodo a Piacenza e non avevano problemi economici, poiché il padre manteneva la numerosa famiglia – moglie e cinque figli – con i proventi del confectionery shop che gestiva in Ebbw Vale. Ma la madre, preoccupata per la irrequietezza del giovane Francesco, lo spedì in tutta fretta dal padre, che lo mise al carretto dei gelati.

Ma a Frank il Galles andava stretto. Così decise, d’accordo con il padre, di aprire un piccolo ristorante con la sorella Domenichina a Exeter in Inghilterra. Lì non solo imparò il mestiere, ma cominciò ad applicare le sue idee geniali, che avrebbero fatto poi la fortuna dei Berni Inns.

Ad esempio, avvia una politica ante litteram di comakership con i propri fornitori di carne, facendosi preparare le bistecche già ridotte in porzioni numerate e pronte all’uso. La stessa cosa viene fatta con patate, burro e altre materie prime: ottiene così un controllo molto efficace delle spese. E’ l’inizio del successo: apre un secondo ristorante a Bristol e un altro a Plymouth.

Purtroppo però, le bombe della seconda guerra mondiale gli risparmiano solo il ristorante di Bristol.

Frank però non si scoraggia: chiama il fratello Aldo e riparte da capo. Ottiene la licenza per alcoolici e superalcoolici, fatto insolito per l’Inghilterra di quei tempi e nel 1943, a seguito di un viaggio negli USA, si convince dell’opportunità di passare al menù a prezzo fisso. Nasce così la steak house che si diffonde per tutta l’Inghilterra: all’apice se ne conteranno ben 283. Un quarto di pollo, bistecca o scampi, patate fritte, dolce e birra: questo e’ il menù che la neonata azienda Berni Inns impose.

Inoltre inventò gli happy hours: perché non offrire agli inglesi, notoriamente ottimi bevitori, un angolino del locale dove trincare serenamente e a prezzi modici?

Ma non è tutto: per attirare i clienti nelle sue steak houses, Frank si inventò il double bar cioè due whisky al prezzo di uno ( o due sherry, due gin, ecc.). Ed ecco sorgere all’interno dello stesso locale fino a quattro o cinque bar, da quello più intimo per le coppiette, a quello più spartano per gli operai, senza dimenticare quello con il tappeto in terra per il lunch degli impiegati.


Fonte: Valcenostoria.it

 

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