Ushuaia: una nuova Bologna nasce in Argentina

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Il progetto argentino di Carlo Borsari di ricostruzione della città di Ushuaia coinvolse emigranti italiani arruolandoli come manodopera. La prima nave parti da Genova il 26 settembre 1948, con a bordo 650 tra operai, tecnici, architetti, ingegneri e manovali e raggiunse la "Terra del Fuoco" alla fine di ottobre. In seguito arrivarono mogli e figli che portarono il numero di italiani a superare i 2.000. La maggior parte di loro rientrò in Italia a progetto finito, due anni dopo

Sulla banchina del porto di Genova gli autocarri hanno scaricato centinaia di casse, cataste di legname e faesite per le case da costruire ad Ushuaia, estremo lembo della Terra del Fuoco, a pochi chilometri da Capo Horn. Seicento operai e tecnici, con le loro famiglie, partono sul piroscafo "Genova" per concretizzare il sogno dell'industriale bolognese Carlo Borsari di dar vita sul 55° parallelo, ai confini del mondo, ad una "Nuova Bologna". 

In sette giorni, a tempo di primato, viene scaricato il piroscafo e si iniziano i lavori di costruzione della città. Durante il primo mese alcuni operai dormono sul piroscafo "Chaco" alla fonda nel porto, mentre un altro gruppo trova sistemazione nelle case prefabbricate, costruite nelle prime settimane.

A poco a poco nel villaggio la vita si anima: i bambini cominciano a frequentare le scuole, gli operai continuano a lavorare per completare gli edifici (un albergo per turisti, sei ville, una centrale idroelettrica, una fabbrica di cellulosa, strade). Incomincia a funzionare un cinematografo, un ricreatorio con il bar e si allestisce perfino una squadra di calcio.

Gli operai percepiscono una paga di 900 pesos al mese, che al cambio sono 115.000 lire, la metà dei quali può essere risparmiata.

Ecco cosa scrive il "Giornale dell'Emilia" nel settembre 1948 a proposito della spedizione in "Terra del Fuoco":

"Carlo Borsari ha trentacinque anni ed è nato a Bologna. Ha attraversato la Patagonia. Egli ha trovato la più ampia comprensione nel governo argentino che ha favorito nel modo migliore il suo progetto. La fase preparatoria di Bononia gli è costata un intero anno di lavoro senza sosta alcuna. Ha viaggiato quasi ininterrottamente, toccando diverse capitali d'Europa, facendo la spola tra Roma e Buenos Aires, tra le città industriali italiane ed il porto di Genova. L'impresa ha del miracoloso. L'accuratezza dell'organizzazione ha stupito anche i tecnici più esperti. Bononia avrà un sicuro avvenire e servirà ad unire nel modo migliore, col suo contributo di genialità e di lavoro, le due nazioni latine."


Fonte: testo tratto dalla pubblicazione "Lo sguardo altrove..." a cura di Renzo Bonoli e Rocchino Mangeri che accompagna la mostra "Cento anni di emigrazione emiliano-romagnola tra storia e memoria", realizzata con il contributo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

 Video - Reportage

Per la rubrica #EmilianInFuga della trasmissione "Aria Pulita", Alberto Maio è sulle tracce degli emiliani che lasciarono l'Italia nel 1948 alla ricerca di una vita migliore. In questa puntata si arriva alla fine del mondo: Ushuaia, Argentina. Video realizzato e curato da Alberto Maio, per Seven Gold Emilia-Romagna. Guarda il video

TESTIMONIANZE E PERSONAGGI