Architetti e ingegneri emiliano romagnoli nel mondo


Mostra: Vita e opere di alcuni maestri attivi negli ultimi cinque secoli in Inghilterra, Spagna, Marocco, Argentina, Brasile, Uruguay, Venezuela, Colombia, Messico, Cuba e nelle Isole Caraibiche

L'autore, Bruno Di Bernardo, ha svolto una ricerca e trovato documentazione su alcuni personaggi (ingegneri ed architetti) di origine emiliano-romagnola, che nel mondo hanno progettato, costruito e lasciato segni di opere ancora oggi visibili ed utilizzabili.

Il catalogo ed i pannelli espositivi espongono vita e opere di alcuni Maestri, attivi negli ultimi cinque secoli in Inghilterra, Spagna, Marocco, Argentina, Brasile, Uruguay, Venezuela, Colombia, Messico, Cuba e Isole Caraibiche.

Estro e passione civile: il genio degli emiliano-romagnoli nel mondo

Ci sono strade e piazze intitolate a emiliano-romagnoli in varie parti del mondo. Ci sono anche città, come Ingeniero Jacobacci in Argentina, e istituzioni culturali, come l’Instituto Geográfico Agustín Codazzi in Colombia. E ci sono tanti capolavori di architettura e ingegneria realizzati fuori d’Italia dal nostro estro, che la mostra organizzata dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo ha il merito di far conoscere. La Regione ha contribuito, nel 2004, al restauro del Teatro Solís, il più importante dell’Uruguay, opera del reggiano Carlo Zucchi. Da lì, credo, e dalle missioni della Consulta, è venuta l’idea di allargare lo sguardo alla passione civile che, dal XVI secolo a oggi, ha portato una schiera di architetti, ingegneri e cartografi a lasciare segni profondi dell’ingegno emiliano-romagnolo nel mondo. Il grande senso civile che emana da queste opere e costruzioni, al di là della loro bellezza, si spiega con la storia stessa del nostro territorio, dal quale provenivano tecnici e professionisti resi entusiasti dalla sfida di farsi apprezzare all’estero: una volta affrancati dagli spazi angusti della provincia, hanno immaginato nuovi mondi, altri mondi. Così, Adamo Boari ha costruito a Città del Messico, sul terreno di un antico tempio azteco, l’edificio forse più bello della capitale. E Plaza Independencia a Montevideo, simbolo della libertà uruguaiana, porta la firma di un emiliano. La cultura che noi portiamo all’estero, come il tradizionale buon governo, le eccellenze in tanti settori - dall’economico al sociale -, i risultati della cooperazione, sono un biglietto d’ingresso al mondo sano e virtuoso che tutti dobbiamo cominciare a prefigurare. I dieci importanti protagonisti di questa mostra ci insegnano l’orgoglio dell’appartenenza. E ci consentono di diffondere in altri Paesi e aree geografiche i segni della nostra capacità, della nostra creatività, ricevendo in cambio le nuove opportunità che vengono da questi stessi territori in cui si è consumata la diaspora emiliano-romagnola. 

Vasco Errani - Presidente della Regione Emilia-Romagna (1999-2014)