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Un’antesignana della fuga dei cervelli. Docente di letteratura italiana, lingua e dizione, visse a Evanston in Illinois. Il suo manuale di dizione italiana per cantanti d’opera viene considerato una pietra miliare nel campo.

Nipote di mezzadri, Gianna Sommi è nata il 24 giugno1928 a Parma, dove abitava a poca distanza dal Duomo. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università Bocconi di Milano, l’ateneo più prestigioso a quei tempi per questo ambito di studi, ha insegnato inglese presso il locale Istituto tecnico commerciale e nel 1957 ottenne una borsa di studio Fulbright per studiare linguistica applicata presso la Cornell University. Lì conobbe Hans E. Panofsky, laureato in economia del lavoro e rifugiato dai tempi della Germania nazista. Si sposarono l’anno seguente. La coppia si trasferì a Evanston nel 1959 dove Hans fondò la biblioteca J. Herskovits Library of African Studies presso la Northwestern University prestandovi servizio in qualità di curatore fino alla pensione. Gianna ebbe incarichi come docente di Lingua e Letteratura italiana presso la Northwestern University, la Roosevelt University e la Loyola University. Per molti anni insegnò lingua italiana e dizione nei seminari tenuti annualmente a Busseto dalla Fondazione Bel Canto sotto la direzione del Maestro Carlo Bergonzi. Inoltre insegnò dizione italiana presso la Chicago Lyric Opera, la Music of the Baroque, l’Accademia Verdiana di Busseto e il Teatro lirico di Göteborg in Svezia. I suoi interessi di ricerca includevano la letteratura italiana moderna, con un approccio basato sulla struttura della frase per lo studio dei testi lirici in italiano, e la storia dei dirigenti dei movimenti dei lavoratori italiani di Chicago e dell’Illinois. Il suo manuale di dizione italiana per cantanti d’opera viene considerato un unicum e una pietra miliare nel campo, sebbene risulti a tutt’oggi inedito. La lettura dei libri, l’interesse verso le lingue, la curiosità e la capacità di porre sempre le giuste domande permisero a Gianna di non smettere mai di imparare e di crescere intellettualmente. Per mezzo secolo la casa sua e di Hans fu aperta a innumerevoli ospiti stranieri e locali con cui essi condividevano il rispetto per la diversità delle genti e delle culture. Gianna era una nota attivista politica e partecipò a numerose campagne in favore dei diritti umani, a sostegno del boicottaggio verso il Sud Africa nell’epoca dell’apartheid, per la fine della corsa al riarmo nucleare, contro l’imperialismo nordamericano in America latina e altrove. Fu promotrice delle lotte per metter fine all’ingiustizia e alla sofferenza umana in ogni angolo del mondo. A livello locale condusse battaglie per preservare l’estetica di Evanston e impedire la cementificazione delle zone costiere del Lago Michigan. Gianna fu moglie, madre e nonna amorevole e cara amica di tanti, fino alla morte avvenuta nel 2010. La sua famiglia continua dopo di lei e con lei: suo marito Hans e i due figli, John a Göteborg e David a Madison (Wisconsin); le nuore Helena e Pat e i nipoti Sophia, Nora, Martin e Silvie, assieme ai molti amici.


Fonte: Biografia contenuta nel Catalogo dell’emigrazione femminile (2010) promosso dalla Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo. L’idea di un Catalogo dell’emigrazione femminile dell’Emilia-Romagna nasce durante la Conferenza dei giovani emiliano-romagnoli nel mondo, svoltasi a Buenos Aires nel 2007.

TESTIMONIANZE E PERSONAGGI